giovedì, agosto 24, 2006

Sala d'attesa

Controllo di routine. Ospedale Pertini. Siamo nella sala d'attesa per esami del sangue & Co. e ritiro delle analisi. Sala affollatissima per essere Agosto: ma per loro non ci sono vacanze. Non adesso, almeno. Comunque: il delirio in questi luoghi sono imperativi. Se mancano, è un miracolo più grande della conversione di acqua in vino.

Lo sportello per il ritiro delle analisi apre alle 9,30. La gente comincia ad accodarsi all'alba (perchè poi? alle 10,30 la fila è già estinta.. non capisco questa fretta). E, come da manuale, c'è sempre la signora, sulla quarantina (tendente alla cinquantina) che controlla chi sia l'ultimo della fila, lo comunica alla folla ("Io sto dopo di lui", quasi urlando) e si siede attaccando bottone con la vicina di sedia (che pondera di sicuro se e quando darle una mazzata in testa).

Previsione di ressa all'apertura dello sportello: le probabilità sono alte.

Lo sportello apre, quasi in orario. La gente si accoda. La signora rimane seduta. Quando il suo precedente sta quasi per giungere allo sportello, lei si alza con calma e si mette dietro.. Comincia la ressa: la signora (tra i 60/70 anni che s'è fatta la fila in piedi) accanto a lei non ha gradito la mossa. Le due si beccano, alzano la voce ("Io l'ho detto che stavo dopo il signore", "Non si fa così", "Ma la pianti", "E mica posso perdere tempo così", "Aho! La giornata è ancora lunga"). Etc..

Pare di rivedere un film girato eoni fa, che si ripete immutato ad ogni occasione. Un modo come un altro per farsi due risate in attesa di prelievi.

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