venerdì, ottobre 06, 2006

Forbice batte carta

Dall'articolo: Il governo «taglia» i bocciati e il personale
Siamo sinceri. Se si tiene conto di questo "taglio" e lo si associa alla Legge sull'Autonomia ne viene fuori che mai più nessuno sarà bocciato d'ora in poi. A meno che non abbia assassinato il suo prof.

L'Autonomia trascina con se lo spauracchio della chiusura (o accorpamento ad un altro più grande) dell'istituto:

  • meno successo scolastico implica meno iscritti
  • meno iscritti implica chiusura
E infatti.. negli ultimi anni solo il 3% degli studenti è stato respinto. La tendenza rimanerrebbe quella di non bocciare e, visto che non esiste più il "ti rimando a settembre", nonostante il recupero del debito a inizio anno (ma succede veramente?), la conclusione è che si porterà alla maturità un 10% in più di ignoranti. Ricordo che pochi giorni fa, l'OCSE ha bocciato la scuola italiana.

Fa effetto dire:
La quota di bocciati è comunque dimezzata rispetto a venti anni fa.
Mai separare una percentuale dal suo contesto storico-culturale. Se paragoniamo il livello di preparazione di uno studente di oggi con uno di 20 anni fa, la scuola odierna ne esce miserabilmente sconfitta.

Se poi questo era un modo subdolo di risolvere il problema del precariato, è un altro paio di maniche. Sorvolo sul personale ATA di cui non sono competente. Più che risolvere il problema, lo si incrementa, soprattutto se si continua a formare "futuri insegnanti" (o meglio "futuri precari") nelle Scuole di Specializzazione e nei Corsi Specializzanti ex Lege 143/2004 D.M 85/05 (per chi già insegna pur non essendo abilitato) organizzati dalle Università. Ma se si eliminano poi questi corsi, in particolare la SSIS, si tolgono soldi alle Univeristà stesse, ai loro docenti, con il risultato che aumenterà il malcontento anche negli Atenei. Sorvolando sulla questione dell'utilità e dell'efficacia di tali corsi, il Governo è pronto ad affrontare una nuova ondata di proteste da parte del corpo insegnante in-todo?

Che fine fanno i precari? Come si "riciclano" gli specializzati in attesa di chiamata, togliendoli così dal braccio della disoccupazione? Perchè si riduce sempre tutto al problema di soldi e mai al "livello di preparazione che intendiamo impartire ai nostri figli" e a "come risolvere il problema della disoccupazione" (dagli insegnanti che non insegnano sebbene specializzati, agli ignoranti che le scuole di oggi sfornano e che non troveranno mai un lavoro)? Ho forse la faccia a forma di dollaro?

Last but not least.. mi sono sempre chiesta che cazzo ci fa un medico alla guida del Ministero della Pubblica Istruzione..

Ho idea che rimarrò un Dead Teacher Walking ancora per un bel pò, gravidanze a parte.

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