mercoledì, luglio 08, 2009

Una considerazione sull'ultima arrivata

Per chi mi segue da un po', oltre a quelli che mi conoscono di persona, sa che a Settembre dello scorso anno sono incappata in uno psicologicamente doloroso aborto interno. Ad Ottobre ero di nuovo incinta.

Quando l'ho scoperto, tutte quelle che conosco e che avevano avuto un'esperienza di aborto interno, mi continuavano a dire "ma non te l'ha detto il ginecologo di aspettare almeno due o tre cicli mestruali prima di riprovare?". La risposta è no. Nessuno mi aveva informato di questo piccolo particolare, ovvero dell'utero che devi rimettersi un po' a posto prima di accogliere un nuovo ovulo fecondato.

Ovviamente mi sono messa subito alla ricerca su internet di esperienze simili.. qualcuno che aveva avuto successo c'era stato.. ma al 90% sconsigliavano, dicevano che era pericoloso, invitavano ad aspettare..

Io, sinceramente, non avevo programmato/calcolato nulla. Come gli ultimi 6 anni della mia vita, ho lasciato che le cose accadessero o meno, senza andarmele a cercare. Indi per cui è arrivato il terrore: quello di finire con un secondo aborto.

Sarà un po' per questo, forse no, che ho vissuto questa seconda (terza) gravidanza in maniera diversa rispetto a quella di Viola. Meno spensierata, meno concentrata sulla nuova arrivata, tanto da sceglierne il nome a soli pochi giorni dalla nascita (mentre per Viola il nome era già stato deciso quando al quinto mese ci hanno confermato il sesso). Anche con mio marito ne parlavo poco: giusto qualche aggiornamento nei giorni di visita o di ecografie.

Ma, come si dice, tutto è bene quel che finisce bene.. e per chiudere a dovere questo cerchio, mi hanno dato il letto 19, nella stessa stanza del letto 17 e del bagno in cui avevo lasciato quel che rimaneva della seconda gravidanza.

A dire il vero, me ne sono resa conto solo due giorni dopo..

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